Storia della moda

Charles Friederick Worth e la nascita dell’alta moda

QUANDO? Belle époque (1850-1914)

Siamo nella Belle époque, un periodo dove si respira serenità e benessere. Oggetti, luoghi, architetture, dipinti, tutto diventa un’elegante decorazione, un motivo floreale, una linea curva e arabeggiante. Gli abitanti delle città scoprono il piacere di uscire, di recarsi a chiacchierare nei caffè e ad assistere a spettacoli teatrali.

Nascono i primi luoghi di vacanza al mare, lo sport diventa un fenomeno culturale, nel 1896 ad Atene si svolgono le prime olimpiadi moderne e persino l’atelier del sarto, in quegli anni, è uno dei centri della vita mondana.
Lo sviluppo a livello tecnologico è alle stelle: viene scoperta l’ illuminazione elettrica, la radio, l’automobile, il cinema, la pastorizzazione e altre comodità che migliorano le condizioni di vita e il diffondersi di un senso di ottimismo.
Inoltre la seconda rivoluzione industriale, con il taylorismo e il fordismopermette la formazione di una società di massa: una società formata da un numero crescente di persone che si identifica come consumatore di merci.

La necessità di “festeggiare” questi traguardi viene manifestata nelle esposizioni universali, in cui vengono esibite le ultime strabilianti meraviglie innovative. Tra queste di grande importanza per il mondo della moda è l’esposizione internazionale al Pavillon de l’èlegance nel 1900, dove per la prima volta i sarti hanno la possibilità di esporre le proprie creazioni.

 “Si avvertiva il disordine celebrale e l’incubo dorato e voluttuoso di una città folle dell’oro e della sua carne”

Inoltre in questo periodo:

  • Nascono i primi movimenti femministi
  • Nascono le riviste di moda e i grandi magazzini
  • Nel 1910 nasce la Chambre syndacale de la Couture Parisienne che controllava la preparazione delle collezioni e preveniva la proliferazione di merce non autorizzata.

CHI? Charles Friederick Worth (1825-1895)

Nato in un paesino inglese da una famiglia della media borghesia, Charles F. Worth fa l’ingresso nel mondo della moda partendo dai tessuti. Iniziò a lavorare a soli 13 anni come commesso in un grande magazzino di tessuti a Londra, dove imparò a trattare con le capricciose dame. Nel 1845 si trasferì a Parigi e trovò un impiego nel negozio di tessuti Gagelin, dove incontrò la moglie Marie Vernet.

Maturata una buona sicurezza e una buona esperienza, nel 1858 apre la propria casa di moda a Parigi insieme allo svedese Otto Bobergh. Dopo la sua morte la masion passò in mano ai figli per poi chiudere definitivamente nel 1954.

COME?

Charles Friederick Worth era un personaggio furbo, astuto, dalle ampie vedute, sicuramente un grande economista, tutte caratteristiche che lo portarono ad affermarsi come il precursore dell’alta moda se non il primo vero e proprio couturièr

Ma cosa fece per meritarsi tutte queste lusinghiere definizioni?

In realtà non presenta linee innovative o abiti dalla straordinaria bellezza, ma cambia il modo di vendere la moda. Di fatto mette in atto quello che oggi chiamiamo marketing:

  1. E’ il primo a vendere abiti esclusivi, già confezionati, progettati da lui stesso e non dalle clienti, anche con varianti di colori e tessuti. Vende le sue idee.
  2. Mette il proprio nome sulle sue creazioni, etichettandole.
  3. Crea il concetto del packaging vendendo i vestiti in scatola.
  4. Da una scadenza annuale, creando così la suddivisione delle stagioni.
  5. Fa sentire le sue clienti speciali creando un percorso emozionale all’interno dell’ atelier.
  6. Presenta i capi utilizzando una modella, che nel suo caso specifico è la moglie Marie Augustine Vernet, la sua musa.

Il couturier non è più un semplice artigiano, ma rivendica un ruolo da lavoratore intellettuale o artistico, che aggiunge alla sapienza del mestiere la propria creatività, di cui chiede un riconoscimento specifico.

“Il mio lavoro non consiste solo nella confezione, ma soprattutto nell’ideazione

Charles Friederick Worth

COSA?

La donna di quegli anni è una donna decorata: volto pallido, cappelli voluminosi, ombrellini, piume, merletti, boccoli, gonne, sottogonne, pizzi, spille, fodere e contro fodere. Questa donna frufru viene oggi definita femme ornée. L’estetica femminile non puntava a mostrare la personalità o la femminilità, ma lo status sociale della famiglia.

Gli abiti femminili erano impostati secondo “la linea ad S, che esteticamente divideva il corpo in due: la parte superiore prevedeva l’ utilizzo del corsetto per stringere il punto vita ed evidenziare il seno, mentre per la parte inferiore si usavano ampie crinoline come sottogonne.
Worth alleggerisce questa linea: modifica la disposizione dell’ampiezza della gonna, appiattendo la parte anteriore e ampliando quella posteriore aggiungendo come struttura i SELLINI.

 “ Come pensare che una corazza guarnita con merletti e nastri possa essere pericolosa”

 

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