Mondo moda

I livelli della moda: dall’Haute couture alla Fast fashion

Spesso mi è stato chiesto che differenza c’è tra Armani Jeans ed Emporio Armani, tra le sfilate d’alta moda e quelle di Pret-à-porter e mi sono resa conto che per chi non è coinvolto in qualche modo nel mondo moda ignora effettivamente la differenza tra Fast fashion, Haute Coutere e Ready to wear. Dunque eccomi oggi a fare un po di chiarezza sui livelli della moda.

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Prima però facciamo un piccolo, piccolissimo riassunto storico. La moda nasce nelle corti ed’ era esclusivamente per i nobili. Una volta instaurata la borghesia nascono i primi couturier e con uno in particolare, Charles F. Worth, nasce l’alta moda (l’Haute couture). Con l’arrivo della rivoluzione industriale si è voluta dare la possibilità a chiunque di possedere abiti ben fatti e così nasce il pret-à-porter, abiti sartoriali per la massa. Dunque inizialmente nel mondo moda vi erano questi due grandi livelli, negli anni però, per via di mutazioni sociali e commerciali, si sono aggiunti numerosi altri livelli dove ad ognuno corrispondono abiti specifici per consumatori specifici.
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1. Haute Couture

La Haute Couture nasce nel 19° secolo a Parigi ed’è la moda di lusso per eccellenza. Un capo di Haute couture viene realizzato per un singolo cliente, su misura e viene lavorato interamente a mano dai professionisti più esperti e capaci, utilizzando materiali e strumenti pregiati e ricercati. Il tempo che i sarti artigiani impiegano per confezionare un abito del genere va dalle 200 alle 6000 ore.
Uno stilista d’alta moda ha la possibilità di dare sfogo alla propria creatività… tutto è concesso e tutto è possibile. Questo porta alla nascita di idee e di abiti che possiamo definire delle vere e proprie opere d’arte.

Data la quantità di tempo, la qualità del lavoro e delle materie gli abiti di Haute Couture sono descritti come privi di cartellino del prezzo: il budget non è rilevante. Comunque sia per curiosità vi dico che il prezzo base per un abito del genere è 9.000€, fino ad arrivare anche a centinaia di migliaia di euro per un abito da sposa. Nonostante questi prezzi esorbitanti, il mercato dell’alta moda non è considerato un business redditizio. Difatti spesso questa linea viene utilizzata come vetrina del brand e lancio per le altre collezioni. Sostanzialmente serve per definire ed enfatizzare la brand image.

Le sfilate ci sono due volte l’anno, Gennaio e Luglio, chiaramente a Parigi.

In Francia , il termine Haute couture è protetto dalla legge ed è definito dalla Chambre de commerce et d’industrie de Paris. Ogni hanno la camera dell’alta moda determina quali case di moda possono essere considerate vere e proprie case di haute couture.

Nel 2017 sono stati scelti:

  • 15 membri che operano in Francia:
    Adeline André – Alexandre Vauthier – Alexis Mabille – Chanel – Christian Dior – Franck Sorbier – Giambattista Valli – Givenchy – Jean Paul Gaultier – Julien Fournié – Maison Margiela – Maurizio Galante- Schiaparelli – Stéphane Rolland – Yiqing Yin
  • Un numero variabile di membri corrispondenti con il quartier generale fuori dalla Francia
    Armani Privé – Atelier Versace – Elie Saab – Valentino

2. Pret-à-porter o ready to wear (RTW)

In questa fascia l’abito si fa più accessibile. Viene realizzato industrialmente e venduto  in condizioni di finitura e in taglie standardizzate. Ne vengono prodotti dai 100 ai 100.000 pezzi. Questo livello è molto più orientato alla vendita, difatti è proprio quello che restituisce un profitto maggiore, grazie al maggior volume di capi realizzati in minor tempo e a prezzo più abbordabile.

Sebbene i capi non siano costosi come quelli della Haute Couture, stiamo parlando di abiti di qualità, con alle spalle molta ricerca di stile, di materiali, di forme e tecniche di confezione.

Le collezioni vengono presentate durante le famose Fashion week, che vengono organizzate nelle cosiddette capitali della moda: Milano, Londra, Parigi, New York, Rio, Tokio. Si svolgono due volte l’anno; a Febbraio per l’Autunno-inverno (FW) e a Settembre per la Primavera-estate (SS).

 

3. Mid-level brands

Le Mid- Level Brands sono aziende o designers di medie dimensioni che hanno ottime vendite e un profilo abbastanza alto, ma senza il potere delle super firme. Producono i capi all’ingrosso e le modalità di vendita sono tramite franchising, negozi di design specializzati, department stores delle grandi catene oppure in propri negozi monomarca.

4. Designer indipendenti

Il designer indipendente lavora con un piccolo gruppo di persone per produrre la propria collezione. Detiene il controllo completo sui modelli, prototipi, produzione, comunicazione e vendita del prodotto.

I designers indipendenti vendono in propri negozi o in boutiques, spesso anche solo online.

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5. Fast Fashion o Pop-à-porter

La fast fashion è diventata un fenomeno molto importante nell’ambito della moda. A sconvolto completamente l’economia, proponendo capi di tendenza a prezzi super low. La moda è arrivata così alla massa, in maniera definitiva. Per interci stiamo parlando di quei brand come Zara, H&M , Berska, Topshop ecc.

Le loro particolarità sono principalmente due:

  • Capacità produttiva elevatissima che permette di proporre un prezzo molto competitivo.
  • Proposta di nuovi capi continua. Circa ogni due settimane vi è un rinnovo completo degli abiti in vendita.

Purtroppo dove c’è la massa, i problemi sono maggiori e inquinamento e sfruttamento sono argomenti ora molto delicati all’interno del fashion system.

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E’ più chiara la situazione ora? Domande?

Fonti

Vogue

Wikipedia

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