Storia della moda

Madeleine Vionnet: il taglio in sbieco e il moulage

Nel post precedente abbiamo visto che le donne, finalmente, riescono a farsi notare tra la calca di stilisti maschi e riescono a ottenere la nomina di couturier! Vionnet senz’altro si meritava a pieni titoli questa nomina.

Chi è questa Vionnet?

Vionnet è una donna forte, dinamica e determinata che nasce in Francia nel 1876 . Ebbe una vita ricca di alti e bassi e spostamenti continui.

Quando aveva soli 3 anni i genitori si separarono. Lei rimase con il padre che, nonostante la sua bravura a scuola, decise di farle interrompere gli studi all’età di 11 anni e di introdurla nel mondo del lavoro: decise che doveva diventare una sarta.

La nostra Vionnet cresce e a 18 anni si sposa ed’ebbe una bambina, che sfortunatamente morì a causa di una malattia infantile. La morte della faglia portò alla separazione dei due coniugi e Vionnet decise di voltare pagina. Si trasferì a Londra, dove lavorò per Kate O’ Relly.

In realtà rimase molto poco a Londra che lasciò per tornare in Francia, a Parigi, dove lavorò prima per le sorelle Callot poi per Doucet. Ed’è proprio da Doucet che Vionnet incominciò a far valere le sue doti. Lo stilista francese le chiese di aiutarlo a modernizzare i suoi modelli e Vionnet entusiasta propose abiti semplici, morbidi sul corpo e privi di qualsiasi struttura sartoriale.….. troppo essenziali, non piacquero.

Da quel rifiuto Vionnet si rese conto di avere una idea chiara della moda, un’idea in contrasto con quella del tempo e per la quale valeva la pena lottare.

Così nel 1912, all’età di 36 anni, di cui già 25 di esperienza sartoriale, decise di aprire la sua Maison. Come detto prima, nella vita di Vionnet, a ogni alto sussegue subito un basso e infatti dovette chiudere l’atelier già nel 1914 a causa della guerra. La poveretta non trovava pace e decise di spostarsi nuovamente, questa volta a Roma. Il periodo romano fu molto importante, di grande ispirazione, di grandi scoperte, di grandi conoscenze e di grandi cambiamenti: si appassiona alla cultura greco romana e sopratutto conosce l’artista futurista Thayaht.

L’equilibrio tanto cercato lo trovò nel 1918 quando decise di tornare a Parigi e quando finalmente riuscì a creare quello che sentiva realmente.

La moda secondo Vionnet

Lo scopo di Vionent è quello di creare una nuova immagine femminile. Per la prima volta viene data la possibilità alla donna di emanciparsi nella sua posizione sociale e di dare sfogo alla propria personalità.

Pay attention:  Concetto molto diverso da quello di Poiret che svincolò la donna da abiti sovrastrutturati per cercare una nuova forma di bellezza, non destinata necessariamente al soggetto che indossava i suoi abiti.

Gli abiti creati da Vionnet non erano eccessivi, non volevano creare una femme fatale, ma avevano l’obbiettivo di far sentire le donne libere di esprimersi. Per far ciò decise di utilizzare stoffe morbide in grado di adattarsi ai movimenti del corpo e di ricercare un equilibrio tra corpo, abito, tessuto e semplicità. A coronare il tutto era la scelta dei colori: prediligeva un colore neutro, il bianco. Come ornamenti  faceva dei nodi in punti strategici del vestito in modo tale da raccogliere la stoffa, rendendo superflua ogni cucitura.

Nelle prime creazione è abbastanza chiara la forte ispirazione al classicismo, non a caso era appena tornata da Roma.

La parola d’ordine per Vionnet dunque era morbidezza. Per ottenere i suoi obbiettivi stilistici, la nostra amica, utilizzava principalmente il drappeggio e  due tecniche innovative: il moulage e il taglio in sbieco.

Taglio in sbieco

Lo sbieco è una direzione del tessuto, ovvero a 45° rispetto ai fili di trama e ordito. Sostanzialmente e la direzione della diagonale del pezzo di stoffa. Lo sbieco è l’unico punto del tessuto in cui esso si può deformare in quanto in questo punto ha un potenziale elastico molto elevato.  E’ proprio per questo motivo che gli abiti  vengono generalmente tagliati in dritto filo, cioè nel senso dell’ordito, o in quello della trama perché sono le direzioni in cui il tessuto è più rigido e statico.  Il taglio in sbieco è una tecnica di modellismo e di taglio che agevola molto il sarto, perché da la possibilità di rendere il tessuto più malleabile.

“ Mi sono impegnata , come per la donna, a liberare il tessuto dalle costrizioni che gli venivano imposte. Entrambi mi sembravano vittime calunniate. Ho provato che una stoffa che cade liberamente su un corpo è lo spettacolo armonioso per eccellenza. Ho cercato di dare al tessuto un equilibrio tale che il movimento non sposti la linea, ma la magnifichi ancora di più”

Moulage

Vionnet sperimentava e costruiva i suoi abiti in maniera assolutamente personale e innovativa partendo sempre in primis dal manichino. Questa tecnica con il tempo prende il nome di Moulage.

Il Moulage è, per l’appunto, una tecnica manuale, con la quale il tessuto viene ‘’scolpito’’ direttamente sul manichino, senza considerare le imposizioni standardizzate della modellistica. Questo permette al designer di avere già da subito una prima idea della sua creazione e di poter gestire stile e vestibilità.

Molte delle creazioni di Vionnet hanno costruzioni talmente elaborate da risultare irriproducibili. Infatti talvolta era la stessa Madeleine che si recava presso le sue clienti per vestirle, poiché alcune creazioni erano complicate anche da indossare.

Vionnet e Thayaht

( Da wikipedia) Ernesto Michahelles (Firenze, 21 agosto 1893 – Marina di Pietrasanta, 29 aprile 1959) è stato un artista italiano. Conosciuto con il nome d’arte di Thayaht, fu scultore, pittore, fotografo, disegnatore, architetto, inventore ed orafo. Fu artista estremamente eclettico ed innovatore, un antesignano di nuove sensibilità: la sua opera si distingue per le linee e le forme sintetiche, che attraverso una precisa geometria esprimono una squisita eleganza.

I due conosciutisi durante il periodo romano di Vionnet collaborarono per circa 6 anni. Vionnet si fece trasportare dalla corrente del futurismo e in quegli anni diede sfogo a tutto il suo estro creativo, manipolando le forme, miscelando i colori, liberando il corpo e la materia dalle costrizioni, facendo dilagare il movimento e la fantasia, giocando con le stoffe, forme e anche con i colori che presero il posto del bianco.

 

Thayaht invece non solo realizzò il logo della maison, l’immagine grafica dell’azienda e le tavole pubblicitarie, ma contribuì alla fase progettuale delle collezioni. Insieme questi due matterelli progettarono e produssero un capo rivoluzionario, un capo comodo e funzionale per gli operai: la tuta. Partirono dal ricercare una forma semplice e scelsero la forma a T, ci applicarono sopra tasche, una semplice apertura con bottoni nel centro davanti e una cintura in vita…et voilà la tuta era fatta!

Nel 1922 nacque la versione Haute couture ed ecco che un capo originariamente destinato all’uomo operaio viene introdotto nell’armadio quotidiano sia maschile che femminile. Il primo capo unisex, un capo che decisamente aiutò la donna nella sua lotta all’emancipazione!

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Il copyright

Ultima cosa da dire super importantissima: Vionnet inventa il copyright. Ben consapevole dell’unicità dei suoi abiti decise di proteggersi dalle imitazioni ,certificando ogni suo modello con tre fotografie e registrando la loro paternità nel “libro dei copyright”.

Furba la ragazza.

Che fine ha fatto la Maison Vionnet?

Purtroppo a causa della seconda guerra mondiale la Maison chiuse nel 1939 e Vionet morì all’età di 99 anni. Ma proprio quando tutto sembrava perduto nel maggio 2012 Goga Ashkenazi, una ragazza del Kazakistan cresicuta a Mosca, acquista  una quota di maggioranza dell’etichetta Vionnet e a Novembre 2012, la sua holding, GoTo Enterprises Sarl, acquista il pieno controllo del marchio. Ashkenazi, guida in modo univoco i lati creativi e commerciali dell’azienda milanese, è personalmente impegnata a rinnovare questa storica gemma fino al suo antico splendore e a sviluppare una rete di vendita al dettaglio globale.

Forza Goga!!!

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